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PostHeaderIcon TEMA DI APPROFONDIMENTO: ELABORAZIONE DI ELEMENTI RILEVATI IN CAMPO SULLE MACCHINE PER LA STESURA DI UNA RELAZIONE TECNICO-ECONOMICA FINALE

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTA’ DI AGRARIA CORSO DI LAUREA IN SCIENZE AGRARIE
TIROCINIO PRATICO APPLICATIVO SVOLTO PRESSO L’AZIENDA “ANGONA” – EBOLI (SA)

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Un aspetto interessante dal punto di vista tecnico-economico riguarda il confronto fra l’introduzione all’interno dell’azienda del Nebulizzatore pneumatico Martignani B 612, che permette di poter operare con bassi volumi per la protezione delle colture, e l’atomizzatore che opera a volumi normali.

Dal punto di vista tecnico la nebulizzazione consiste nella copertura delle colture con goccioline delle dimensioni di 50 micron che vanno a distribuirsi in maniera pressocch√® uniforme sulle superfici vegetali migliorando la distribuzione dei principi attivi, riducendo cos√¨ il fenomeno dello “sgocciolamento” (che si osserva al termine dei trattamenti realizzati a volume normale in maniera copiosa).
Inoltre si ha una riduzione dei volumi (50-200 l/ha per il basso volume contro i 1200-2000-3000 l/ha del volume normale). Il nebulizzatore martignani B 612 impiega di regola miscele concentrate 10 volte (basso volume) in pi√π di quelle consigliate per le normali irroratrici o atomizzatori a convenzioni d’aria, ma possono funzionare anche con concentrazioni superiori fino a 20 volte (bassissimo volume), concentrazioni inferiori (medio volume) fino ad utilizzare concentrazioni normali (volume normale). In azienda i volumi utilizzati sono medi oscillando dai 200 ai 500 l/ha con un aumento della quantit√† di prodotto utilizzato per ettolitro che varia mediamente da 3 a 10 volte.
Particolare attenzione nell’uso di questa tecnica deve essere rivolta alla regolazione della portata e alla velocit√† di avanzamento. In azienda la portata del nebulizzatore viene tarata per una velocit√† di 6 Km/h e una dose di 200 l/ha (salvo casi particolari in cui viene richiesta una bagnatura ancora superiore). La casa costruttrice ha messo a punto una formula per calcolare i litri/ora che verranno distribuiti in modo da poter regolare l’azione dei dosatori di alimentazione che si trovano posizionati nella parte posteriore della macchina (tramite degli aghi che utilizzano una scala graduata inl/h) ed √® la seguente:
litri/ora x distanza dei filari in metri x velocità Km/H = l/h
i litri indicati dalla formula vengono divisi per due (essendo due gli erogatori).
Nella ricerca dei dati da utilizzare per effettuare il confronto in termini economici vengono prese in considerazione sia le tecniche locali che le disposizioni legislative (retribuzione della manodopera secondo le tariffe sindacali). Il costo giornaliero dell’operatore √®, secondo la tariffa praticata in zona, di 51.000 di vecchie lire (6 ore di lavoro) + 16.000 di vecchie lire (contributi pensionistici + indennit√† di rischio) + 8.000 (1 ora di straordinario che viene sempre effettuata nel comprensorio) = ¬£ 75.000, costo orario ¬£10.715.

Applicando le tariffe sindacali i costi si trasformano in ¬£ 77.062 (compenso per 6.30 ore di lavoro cos√¨ ripartite: 4,30 ore di lavoro effettivo + 2 ore di lavoro non effettuato ma retribuito a titolo di indennit√† di rischio) + ¬£ 16.000 (contributi pensionistici) + ¬£ 37.050 ( 2,30 ore di lavoro straordinario) = ¬£ 130.112; quindi abbiamo il costo orario pari a ¬£ 18.580. A questo bisogna aggiungere i differenti costi che realizzano e che sono in dettalglio: 1) acquisto di una trattrice di cv 80 per il nebulizzatore o acquisto di una trattrice di cv per l’atomizzatore; 2) acquisto di un nebulizzatore o di un atomizzatore; 3) differenti consumi di carburante; 4) differente incidenza della quota di ammortamento sul costo dei trattamenti; 5) la differente capacit√† di lavoro.

Tabella dei costi relativi al trattorista (volume normale)

      trattam trattam ha tratt.i tarif. ora L. tarif. ora L.    
  interfila ha N* *tot. giorno zona sind tariffa¼br /> zona L. tariffa sind.
Melo 4,0 16,58 16 265,3 5,6 10.715 18.580 3.553.330  
Melo 4,5 4,01 16 64,3 6,5 10.715 18.580  742.185  
Pesco 4,5 20,64 9 185,8 6,5 10.715 18.580  2.143  
Pero 3,0 2,64 12 31,6 5,0 10.715 18.580    
Tangelo 5,0 4,41 4 17,6 8,0 10.715 18.580    
Totale   48,6   564,7          

E’ possibile un risparmio dell’ordine del 42.40 % sia se vengono adottate le tariffe sindacali che quelle praticate nella zona.

Nella determinazione delle quantit√† dei prodotti impiegati si √® fatto riferimento alle dosi fornite dal dott. Mario Mellone e ai prezzi realizzati dallo stesso con la sola eccezione per eventuali giacenze di magazzino che nel 1992 non erano state acquistate, chiedendo informazioni a tal riguardo presso farmacie agricole. Nei trattamenti a “volume normale” si √® fatto riferimento ai volumi che precedentemente venivano utilizzati presso l’azienda, e in particolare 2000 mc per interfile di 3 m, 1700 mc per quelle di 4m, 1500 mc per quelle di 4,5 e di 1200 mc per quelle di 5 m, mentre per le dosi si √® fatto riferimento alle dosi consigliate sul Mulinelli.

Nell’analisi √® stata presa in considerazione anche la differente richiesta di potenza con i relativi costi di gestione e di esercizio. Il costo orario delle macchine √® stato cos√¨ determinato: 1) Costi fissi: quota di deperimento o ammortamento lineare cos√¨ calcolata: ( Valore iniziale – valore finale) / numero di anni di vita economica della macchina. Il valore finale delle macchine √® stato considerato pari a zero per la tendenza dimostrata all’interno dell’azienda di non vendere o permutare le macchine, mentre la vita economica delle macchine √® stata posta pari a 10 anni. Gli interessi sono stati calcolati sul valore medio delle macchine ad un tasso del 10%; le quote di assicurazione e di ricovero sono state calcolate facendo riferimento a dati riportati in letteratura (RIBAUDO, 1991); le spese di sorveglianza ed amministrazione del 5% del totale delle spese fisse; 2)Costi variabili: quote di riparazione calcolate (RIBAUDO, 1991) con la seguente formula: Qrip.=Vo x F. R. /ore totali effettuate durante la vita delle macchine (1778 per la trattrice da 80 cv e 2095 ore per la trattrice da 60 cv). Il fattore di riparazione √® stato posto pari ad 1; le quote di manutenzione sono state calcolate considerando che occorrono mediamente ¬Ω ora di lavoro per la manutenzione; le spese per il carburante sono state calcolate facendo riferimento ad un consumo specifico di 0.22 l/Cvh; le spese di lubrificazione sono state considerate un 4& del consumo del carburante.

Dall’analisi dei dati si pu√≤ evidenziare che l’introduzione del nebulizzatore B 612 (intesa come macchina in grado di operare a basso volume) e della trattrice da 80 cv ha comportato una serie di vantaggi sia di natura economica (un risparmio medio di circa il 49%, che tradotto in termini monetari significa ¬£ 42.567.286 annui mentre ad ettaro il risparmio √® di ¬£ 877.676) che di natura tecnica (minori tempi di attenuazione dei trattamenti e quindi maggiore tempestivit√†).

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PostHeaderIcon L’AZIONE DELLA POLVERIZZAZIONE ELETTROSTATICA

(Aggiornato al 21/03/2003)      

I.C.E. Centro Estero
D√©legation Commerciale d’Italie-Tunis Camere di Commercio
dell’Emilia-Romagna

RAPPORTO FINALE DEL PROGETTO
“CAMPO PROVA”

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I/Introduzione

Nella maggioranza delle applicazioni pesticida, la distribuzione del prodotto e l’uniformit√† della copertura, sono legate all’efficacia dell’operazione di trattamento. Cos√¨ sono stati utilizzati differenti metodi per valutare la polverizzazione ed il deposito di prodotti.
Le attrezzature utilizzate in arboricoltura includono: la “lancia”, la “barra irroratrice”, l’ “atomizzatore” e il “nebulizzatore”. La scelta di uno di questi metodi dipende da alcuni parametri: il costo dell’investimento in materiali, la struttura e l’ampiezza dell’azienda e l’efficacia del materiale.

Attualmente la tecnica pi√π efficace √® la polverizzazione pneumatica che consiste nel mettere un flusso di liquido a bassa velocit√† e bassa pressione in contatto con un flusso d’aria a grande velocit√† (>80m/s). Il contatto dell’aria con il liquido provoca la micronizzazione della miscela in gocce dal diametro tanto pi√π piccolo e omogeneo quanto la velocit√† dell’aria √® elevata e la quantit√† del liquido √® scarsa. La polverizzazione fine ed omogenea permette di aumentare sensibilmente la superficie coperta, riducendo il volume di miscela utilizzata (da 100 a 200 l/ha), in rapporto alla polverizzazione a pressione del liquido che utilizza invece volumi consistenti ( da 500 a 1500 l/ha).
La polverizzazione pneumatica pu√≤ essere dotata di un dispositivo per la carica elettrostatica delle goccioline. I campi elettrostatici che si formano tra le piante, ottime conduttrici (linfa, sali minerali, umidit√†, ecc.), ed il vapore chimico, portatori di una carica elettrostatica, provocano un’attrazione delle goccioline verso la vegetazione.
L’obiettivo delle nostre prove √® stato quello di confrontare l’azione della polverizzazione elettrostatica con una polverizzazione pneumatica classica, a partire dal tasso di copertura delle foglie da parte delle goccioline di miscela, utilizzando l’analisi dell’immagine.

II/Materiali e metodi

In un appezzamento di alberi di mele sono stati testati due polverizzatori pneumatici, un nebulizzatore classico ed un nebulizzatore elettrostatico.

Le condizioni di prova sono state: una velocit√† di vento di 2m/s, un’umidit√† relativa al 40% ed una temperatura d’ambiente pari a 24¬∞.
Lo studio √® stato condotto servendosi di colletori in carta idrosensibili (2,54 x 2,54 cmq.) che si colorano di blu con l’impatto delle goccioline d’acqua, facendo cos√¨ scaturire il tasso di copertura relativo. I colletori sono stati disposti sulle due facce delle foglie e, successivamente con orientamento a nord, sud, est, ovest ed al centro dell’albero.
Dopo il passaggio degli attrezzi e l’umidificazione delle carte idrosensibili, le stesse sono state recuperate e digitalizzate attraverso uno scanner A4 a colori, regolato ad una risoluzione di 600 dpi.
Le immagini sono state digitalizzate nel canale rosso in 256 livelli di grigio. Ogni pixel √® un quadrato di 42 ¬µ m di lato. La pi√π piccola traccia di gocciolina individuabile √® dell’ordine di 50 ¬µ m che corrisponde, per un fattore di spandimento di 2, a goccioline di un diametro di 25 ¬µ m.

III/Risultati

E’ stata trattata una superficie di quattro cmq di immagine digitalizzata. Essa √® stata filtrata per aumentare il contrasto fra le goccioline ed il fondo. La selezione √® stata limitata ad un livello di grigio per ottenere un’immagine dove i pixel sono neri o bianchi a seconda che il loro livello di grigio fosse superiore o inferiore alla soglia fissata. Le goccioline dell’immagine originale si sono cos√¨ ritrovate isolate su un fondo bianco. Da questa immagine, la logica “Image Tool” pu√≤ identificare gli oggetti o tracce di goccioline.

I risultati dei tassi di copertura mostrano che in tutti i casi la polverizzazione elettrostatica conduce a dei tassi di copertura superiori alla polverizzazione pneumatica classica. L’analisi della variante dei due trattamenti ha permesso di dimostrare che la polverizzazione elettrostatica √® pi√π omogenea rispetto alla polverizzazione pneumatica classica.

L’analisi delle cartine idrosensibili ubicate negli alberi e sul terreno, ha permesso di far risultare che, nel caso della polverizzazione elettrostatica, queste cartine non si sono colorate, contrariamente alla polverizzazione classica. Questo conferma l’assenza totale, con la polverizzazione elettrostatica, di perdite da deriva e da scorrimento.

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