NUOVE POSSIBILITA’ DI DISTRIBUZIONE DEGLI ANTICRITTOGRAMMI IN PIOPPETO CON MEZZI TERRESTRI ED AEREI
N. ANSELMI – A. BOCCONE – A. GIORCELLI
SAF/ENCC – istituto di sperimentazione per la pioppicoltura, Casale MonferratoEstratto dal 2° volume “ATTI GIORNATE FITOPATOLOGICHE 1986″
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Nella distribuzione di antiparassitari in Italia, la diffusione in campo agricolo avuta negli ultimi anni dal Nebulizzatore pneumatico KWH – mezzo da terra per le vantaggiose possibilità di operare anche con bassi volumi (CESARI, 1982; ANONIMO, 1985) – e l’interesse chiamato recentemente dal Deltaplano a motore _ veliero fin ora sperimentato solo su poche colture erbacee ( DE ZANCHE e BARALDI, 1985), ma che per la sua maneggevolezza ed economicità (DE ZANCHE, 1984) fa sperare di poter divenire un’alternativa all’elicottero – ci ha indotto a sperimentare questi due mezzi anche in campo forestale.
In questa nota si riferisce sui risultati di più serie di indagini volte a rivelare in pioppeto la copertura del fogliame e la ricaduta a terra, interamente ed esternamente ad esso, da parte di anticrittogamici distribuiti alla chioma a mezzo trattamenti con KWH a volumi ridotti e con Deltaplano a motore in confronto con quelli effettuati con i tradizionali turboatomizzatori e con l’elicottero.<br />
MATERIALI E METODI
Le indagini sul KWH, in confronto con un turboatomizzatore Platz, da noi iniziate preliminarmente nel 1982, sono state approfondite nel 1983 e 1984, mentre sul Deltaplano a motore, in confronto con l’elicottero e con turboatomizzatori, hanno avuto luogo nel 1985. tutti i trattamenti sono stati effettuati durante il periodo estivo, utilizzando prodotti anticrittogamici a base di Mancozeb (M 70, Dithane M 45 LF), ed hanno interessato i pioppeti di 9-10 anni ( sesto: m6 x 6) caratterizzati da piante alte 20-21 m con chiome di altezza (m 12-13) e struttura simili. Negli interventi aerei ed in alcuni di quelli effettuati con KWH sono stati utilizzati anche additivi antideriva-antievaporanti, mescolati alla miscela anticrittogamici al momento del trattamento, come il Daramon, oppure già coformulati al prodotto anticrittogamico, come nel Dithane M 45 LF.
I mezzi di distribuzione, i prodotti anticrittogramici, gli eventuali additivi antideriva, le dosi ed i volumi di sospensione acquosa messi a confronto nei singoli anni sono riportati nella tabella 1
| Mezzi ed equipaggiamenti | Prodotti commerciali * | Mancozeb (kg/ha) | Volume d’acqua (l/ha) | Anno delle prove** | ||
| Nome                Dosi                            (kg/ha)                        |
Sulla distribuzione    Sulla deriva | |||||
| Elicottero Hiller a barra Deltaplano a motore Agrodelta1 |
M 70+Deramon Dithane M 45 LF |
4,5 + 0,4    9,0  | 3,6    3,6  | 55    30  | 1985    1985  | 1983-85    1985   |
| Turbo-atomizzatore Platz     Turbo-atomizzatore FriuliNebulizzatore pneumatico Martignani   | M 70 M 70 Dithane M 45      Dithane M 45 LF Dithane M 45 LF Dithane M 45 LF M 70 |
3,0 3,0    3,06,06,0 6,0 6,0     |
2,4 2,4    2,42,42,4 2,4 2,4  
|
300 600    600400200 100 200   |
(1982)-1983 (1982)-83-84-85    1985(1982)-1983(1982)-83-84 (1982)-1983 (1982)-1983   |
1983-85    --1983-84
- 1983     |
* M 70 e Dithane M 45 = prodotti all’80% di Mancozeb; Dithane M 45 LF = prodotto al 40% di Mancozeb contenente sostanze antideriva in coformulazione; Deramon = additivo antideriva mescolato al prodotto anticrittogramico al momento del trattamento.
** Nelle prove del 1982, condotte in fase preliminare, le dosi di Mancozeb saggiate sono state di 2,08 kg/ha.
I trattamenti con i mezzi da terra sono stati effettuati con un passaggio unico per interfilare, indirizzando il getto della miscela anticrittogamica verticalmente tra le chiome dei due filari; quelli con i mezzi aerei, sorvolando le piante con la barra ad m 1 – 1,5 dai cimali. Le prove sulla “deriva dei prodotti” sono state condotte al mattino presto (T¬∞: 14-20¬∞C; U.R.: 70%), con un solo passaggio per trattamento, sempre normale alla direzione al vento, percorrendo l’ultimo interfilare sottovento del pioppeto, nel caso dei mezzi da terra; rasentando con l’ugello esterno dalla barra il cimale dell’ultima o della penultima fila di piante sottovento, in quello dei mezzi aerei (CELLERINO et al., 1985).
Il rilievo dell’ anticrittogamico aderito al fogliame è stato effettuato su 4 piante per trattamento, considerando altezze da terra intorno a 8-11-14-16, 5 e 19 m nei pioppeti più adulti ed a 5-8 ed 11 m in quelli più giovani. All’uopo è stato determinato il quantitativo di ditiocarbammato presente, dopo 20 minuti dall’intervento, su un campione di 30 foglie per ogni altezza, prelevate sistematicamente, metà lungo rami esposti verso l’interfilare e metà lungo altri esposti nella fila.
Nelle indagini della deriva dei prodotti, ad ogni trattamento è stato rilevata, sia all’interno del pioppeto, sia esternamente ad esso a 5-10-15-20-30-50 e 70m di distanza dai fusti del filare di bordo. A tal fine, appena prima di ogni intervento sono stati posti alle sopraddette distanze dischi (1 dm¬≤/cad.) di carta bibula sistemati in capsule Petri prive di coperchio e lasciate ivi per circa 20 minuti a partire dal trattamento.
L’analisi degli anticrittogamici è stata effettuata secondo la metodica di Keppel (1971), esprimendo i depositi in ug di ditiocarbammato di magnese per dm¬≤ di superficie bersaglio. Nel caso delle foglie, questa è stata rappresentata da entrambe le pagine.
RISULTATI OTTENUTI
Distribuzione dei prodotti
Dall’analisi dei dati relativi ai confronti più interessanti, emerge che:
- nei trattamenti da terra il KWH, anche con volumi di miscela anticrittogamica ridotti a 200 l/ha, ha garantito una buona copertura anticrittogamica del fogliame, sia come quantità di distribuzione, in particolare con l’uso di additivi antideriva. Con questo volume il mezzo ha fornito depositi di ditiocarbammato sul fogliame analoghi a quelli relativi di 400 l/ha, e non statisticamente diversi da quelli connessi all’alto volume con turboatomizzatore a 600 l/ha. Nelle parti alte della chioma – dove più è critica la distribuzione dei mezzi da terra -, essa è stata, rispetto a questa, addirittura migliore.
- Nei trattamenti aerei, il Deltaplano a motore ha evidenziato notevoli limiti, anche nello stesso pioppeto giovane, per la scarsa penetrazione sull’ anticrittogamico nella chioma. I depositi sul fogliame da esso indotti, sempre alti (500 ¬µg/dm¬≤) e staticamente superiori a quelli dell’elicottero nella parte superiore della chioma, si abbassano bruscamente a 132 ¬µg/dm¬≤ (contro 352 ¬µg/dm¬≤ dell’elicottero) appena 3 metri sotto il cimale, per scendere a valori bassissimi, di addirittura 10 ¬µg/dm¬≤ contro oltre 90 ¬µg/dm¬≤ dell’elicottero, nelle parti inferiori dei pioppeti adulti.
Deposito a terra nel sottobosco
- Il deposito a terra dell’anticrittogamico nel sottobosco del pioppeto adulto, con velocità inferiore a 2 m/sec, è risultato notevolmente alto ( 600 ¬µg/dm¬≤) nei trattamenti ad alto volume con turboatomizzatore, molto inferiore (tra 100 e 200 ¬µg/dm¬≤) in quello con mezzi aerei, estremamente basso (80 ¬µg/dm¬≤) con l’impiego del KWH a volumi di 200 l/ha, in particolare utilizzando additivi antideriva (50 ¬µg/dm¬≤).
Nel pioppeto di 5 anni, dove le chiome sono lontane tra loro, i depositi a terra medi conseguenti ai trattamenti aerei (unici esaminati) sono stati per entrambi i mezzi molto rilevanti (circa 350 µg/dm²).
- lo sconfinamento della nube anticrittogamica al di fuori del pioppeto nel trattamento con KWH a volume di 200 l/ha senza l’uso di prodotti antideriva, a parità di velocità dal vento è risultato estendersi più di quello relativo ai trattamenti con turboatomizzatore (600 l/ha), avvicinandosi, sia pur con valori ponderali inferiori, a quello connesso all’elicottero. Esso è notevolmente diminuito con l’uso di additivo antideriva.
Per quanto concerne il Deltaplano a motore, non sono emersi risultati significativi in quanto tutti i trattamenti con esso effettuati sono coincisi con aria completamente calma. Ci√≤ nondimeno, tenendo presente che detto mezzo non pu√≤ generalmente operare ad una velocità del vento superiore a 2-2,g m/sec. E che il suo volo non provoca la nota turbolenza, tipica dell’elicottero, la deriva della nube anticrittogamica connessa ai suoi interventi dovrebbe suscitare minori preoccupazioni, in particolare se si esclude dal trattamento il filare di bordo sottovento.
CONCLUSIONI
Alla luce dei risultati ottenuti dalle nostre prove, validi ovviamente oltre che per il pioppeto, anche per molte altre colture arboree, è emerso che:
- i trattati da terra con KWH garantiscono una valida copertura anticrittogamica anche distribuendo 200 l/ha, con bassissima ricaduta a terra dei prodotti all’interno del pioppeto, ma con uno sconfinamento all’esterno che, che anche con una brezza di appena 2 m/sec., è apparso più esteso di quello connesso ai tradizionali turboatomizzatori. Tale sconfinamento sembrerebbe ridursi con l’uso di additivi antideriva. Pertanto, nell’impiego di questi mezzi a volumi ridotti, al fine di avere garanzie sull’efficienza del trattamento e di minimizzare i problemi di deriva, si consiglia: di non scendere a volumi inferiori a 200 l/ha; di utilizzare additivi antideriva; di regolare l’altezza del getto in modo che non superi i cimali delle piante; di non trattare, eventualmente, l’ultimo filare sottovento.
- i trattamenti aerei con Deltaplano a motore, se da un lato potrebbero minimizzare i problemi di deriva dei prodotti, dall’altro, a prescindere dalle non ancora risolte difficoltà nell’esecuzione dei trattamenti ad altezze rilevanti, non sembrerebbe garantire una soddisfacente penetrazione dei formulati nella chioma, in particolare nelle sue parti medio-basse, le quali talora, come capita per la Marssonina brunnea del pioppo, sono proprio quelle che più hanno bisogno di essere difese.
Si ritiene interessante sperimentare questo mezzo in campo vivaistico.
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